 |
Nel 1800 la famiglia
si trasferì a Genova e fece qualche probabile
soggiorno in Inghilterra. Isabella e Giovanni Battista si
separarono; la madre e i figli rimasero insieme per qualche
tempo nella loro abitazione al Molo Vecchio. Intorno al 1807
Tommaso, che aveva anch'egli intrapreso la carriera
dei commerci marittimi, lasciò la famiglia ed emigrò
in Spagna, a Malaga, dove sicuramente erano
presenti interessi e relazioni già consolidate dalla
famiglia della madre.
Nel 1812 Tommaso si sposa con Maria Luisa Guardeno
Garcia, figlia di un ricco commerciante locale. Dalla
coppia nacquero 5 figli, di cui due morirono prematuramente;
di essi due si sposarono . Juan Bautista e Francisco, mentre
la sorella Isabel morì nubile a soli 43 anni.
Nel 1851 Tommaso, uomo
di mare e ricco commerciante morì lasciando un lungo
testamento il cui testo, che testimonia in modo chiaro e inequivocabile
le sue origini liguri, viene riportato nel libro sulle origini
di Picasso scritto dall'Inglada.La sua sposa Maria Luisa
Guardeno, morirà più tardi nel 1869, mentre
il figlio Francisco, nato nel 1825, dopo aver studiato
in Inghilterra e poi intrapreso anch'egli la carriera di
|
commerciante,
si sposa il 6 di ottobre del 1864
con Ines Lopez Robles (1831-1902), figlia di ricchi possidenti
terrieri.
Dalla loro unione nascono cinque figli tra cui Maria
(1855-1938) madre di Pablo Picasso.
Abbastanza oscura è la morte di Francisco, nonno di Pablo,
che trasferito a Cuba nelle città dell'Avana e di Cienfuegos
in qualità di ufficiale di Dogana, si ritiene perito
per la febbre gialla nel 1883, ma non è mai stato trovato
alcun atto ufficiale che confermi la sua morte.
Maria Picasso Lopez
si sposò nel 1880 con Josè Luis Blasco
(1838-1913) insegnante di disegno, dal loro matrimonio
nacquero tre figli : Concepcion (1887-1895) , Dolores
(1884-1958) e Pablo (1881-1973).
|

|
LA CASA DEGLI ANTENATI DI
PABLO PICASSO
"Solaro a tetto, nel Caruggio
verso l'Oratorio, da mezzogiorno Paolo Cavassa, da tramontana la
strada, da levante gli eredi del quondam Giuseppe Cavassa, da ponente
il vuoto".
La proprietà è stimata in Lire 275.
Con questa indicazione
viene rilevato nel "Catasto di Sori" del 1798 un appartamento
(solaro) di proprietà di Anna Maria Fasce moglie di Picasso
Tommaso e madre di Giovanni Battista.
Questi dati, incrociati con il censimento della Repubblica Ligure
del 1799 danno per certa la presenza di questa famiglia in Sori
nei tempi e nei luoghi qui indicati.
Scorrendo i dati di questo Catasto troviamo i riferimenti degli
altri appartamenti facenti parte dell'edificio in questione, tenendo
conto che il solaro dei Fasce/Picasso è a tetto, quindi all'ultimo
piano.
Tenuto conto poi, che gli appartamenti in questione avevano a tramontana
la strada e davanti un altro edificio, dell'ubicazione delle case
vicine, del mare e di alcuni orti che appaiono ben evidenti sulla
carta delle Riviere del Vinzoni, possiamo indicare con sufficiente
precisione che la casa dei bisnoni di Picasso doveva trovarsi a
tetto dell'attuale edificio contraddistinto dai numeri civici 25
e 31 di Via S.Erasmo in Sori.
La Madonnina del Pontin:
storia di una statua della Vergine, una modesta statua di pietra
alta 80cm..
"Trae votte da-o ma t'è vegnua,
trae votte da-o limpido ma,
e gente con fede segua
tre votte t'han vista,
t'han vista arria!"
Così recita il ritornello di una ballata popolare dialettale
alludendo alle tre vicende miracolose, che, tramite il mare linfa
vitale del paese, in tempi diversi hanno conferito singolare gloria
alla Divina Patrona del paese.
E si perché per ben tre volte la statua è finita in
mare e per ben tre volte il mare l'ha restituita.
La prima volta fu quando giunse dall'oriente, portata dal
Comandante Gerolamo Stagno, nel 1509; era un'immagine dipinta
sul legno raffigurante la Vergine col Bambino; la stessa che oggi
è conservata nell'Oratorio della Madonna delle
Grazie.
La seconda volta fu quando la venerata effige fu sottratta
per rapina dai turchi, nel corso della loro incursione del primo
luglio 1584.i turchi non riuscirono a salpare dall'insenatura di
Sori se non dopo aver buttato in mare la sacra effige, subito
recuperata, con grande gioia dai Soresi.
La terza volta, infine , fu quando in veste di statua marmorea
posta in faccia al mare sul colmo del "pontin" , fu travolta
dall'immane disastro conseguente al bombardamento aereo del 19/06/1944.
la statua era stata posta sul ponte medioevale quando esso venne
ricostruito nel 1637.
Nel gennaio 1955 (undici anni dopo) la statua fu ritrovata quasi
intatta da due pescatori sulla spiaggia di Sori e potè riprendere
il suo posto sul ponte ricostruito.
Così si conclude
la ballata:
"Trae votte da-o ma t'è vegnua,
trae votte da-o limpido ma ,
preghemmo con fede segua
che sempre ti posci,
ti posci resta!"
|