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Incontro con
il maestro Bavassano tra la scuola di ieri e quella di oggi Gli alunni della classe v A della scuola “ F. Solimano “ di Sori incontrano un maestro in pensione : Carlo Bavassano e due suoi ex alunni:Fernando Benvenuto e Alberto Vacava. “Buongiorno maestro Carlo Bavassano ..! “ Siamo gli alunni della classe v A della scuola primaria Franco Solimano di Sori . Siamo contenti che sia riuscito a venire a trovarci accettando il nostro invito. Alcuni di noi hanno sentito parlare di lei come il maestro che ha fatto storia nella scuola di Sori, perché ci risulta che lei abbia insegnato a Sori per parecchi anni e addirittura ai nostri nonni e ai nostri papà. Sicuramente entrando nell’edificio scolastico avrà notato molti cambiamenti e certamente avrà provato nostalgia per i ricordi conservati nella sua mente che a noi piacerebbe rivivere con lei. Volevamo anche ringraziare la figlia Federica Bavassano, il signor Benvenuto Fernando e il dottor Alberto Vacava per essere intervenuti a questo incontro tra la scuola di ieri e quella di oggi. Ci fa molto piacere avervi qui perché parlare con voi ci aiuterà a mantenere vivo l’amore per la scuola”. Ecco come noi alunni della classe 5° A abbiamo accolto il maestro Bavassano e i suoi ex alunni.
Arrivato in classe il maestro ci ha fatto subito una buona impressione: è venuto tra i banchi, ci ha salutati in modo scherzoso e ha baciato alcuni di noi sulla fronte. Egli ha un grosso naso a patata che lo rende divertente e per la sua età, novant’anni, è ancora arzillo e scherzoso. Pensavamo di fargli molte domande invece lui senza che noi aprissimo bocca, ha iniziato a raccontarci episodi della sua vita nella scuola. Ha detto che ha cominciato la sua carriera nel 1937 e l’ha conclusa nel 1974 prima a Prato di Struppa poi a Masone ed infine a Sori . Mentre parlava il suo sguardo si soffermava ora su alcuni di noi, ora sugli arredi e la struttura dell’aula: ha notato differenze come, per esempio, i soffitti delle aule che ai suoi tempi erano più alti, ha raccontato che la cattedra poggiava su una pedana, i banchi erano di legno e avevano il buco per l’inchiostro. In tutta la scuola c’erano dieci insegnanti; le maestre erano come mamme portavano in tasca un fazzoletto per asciugare le lacrime dei bambini, mentre i maestri ne avevano uno per soffiare il naso agli alunni che piangevano. Gli alunni indossavano una cappa nera con un fiocco azzurro: il colore della casa Savoia. Non c’erano né zaini firmati nè cartelle, ma borse a tracolla o tascapane come quello dei soldati. Dentro di solito c’erano solo due libri: “Il Balilla” che era il libro di lettura e il sussidiario che conteneva tutte le materie. Ci ha detto che si ricorda di tanti bambini molto bravi e diligenti che da adulti sono andati in guerra e di alcuni che non sono mai più tornati. A noi
faceva tenerezza quando parlava, perché mentre si ricordava del passato aveva
gli occhi lucidi e quasi piangeva. Ricordava con nostalgia del periodo in cui ha insegnato a Sussisa, quando alla mattina , per alimentare la stufa a legna, lui ed i suoi alunni arrivavano a scuola con un ceppo sotto il braccio. Ogni tanto scherzava e ci ha raccontato anche due barzellette. È stato molto istruttivo e divertente l’ incontro con lui, purtroppo è terminato e … drin drin!!!! è suonata la campanella. Ci siamo salutati ma il maestro ci ha promesso che in primavera tornerà a trovarci. Grazie Carlo Bavassano a lei ed alle sue figlie che hanno reso possibile questo incontro. Gli alunni della classe V A della scuola F. Solimano di Sori NB: la prima foto rappresenta la classe 4° del maestro Bavassano nell’A.S. 1968/69 - la seconda foto rappresenta la classe 5° A oggi |